Un passaggio ‘invernale’ da “Prima dell’alba”

Esausta smisi di scrivere. Poggiai occhiali e penna sulla scrivania, accanto al quadernone degli appunti, e passai una mano sulla fronte.
Gennaio aveva già portato il buio per le strade, e quel pomeriggio il freddo in casa si faceva sentire. Il vento, intenso e incessante, batteva contro le imposte con un ritmo che sembrava
voler scandire i miei pensieri.
Seduta alla scrivania, alzai lo sguardo verso il cortile attraverso i vetri della portafinestra. I lampioni, mossi dalla tramontana, creavano un teatro di luci e ombre. Le chiome verde scuro dei pini si agitavano senza sosta, incrinando i rami a ogni raffica.
Un’inquietudine indefinita si insinuò in me. Distolsi lo sguardo e, rabbrividendo, mi strinsi nelle spalle. Mille pensieri si affollavano nella mia mente, spesso in contrasto con il buon senso.