Sulla Gazzetta dal Tacco, la recensione di Piero Fabris di “Prima dell’alba”

Percorsi per rapporti salubri nei libri di Adriana Ostuni
PRIMA DELL’ALBA è il titolo dell’ultima fatica di Adriana Ostuni ( WIP edizioni pagg. 214. € 15,00). Un libro con il quale l’autrice chiude il cerchio di una triologia di romanzi dedicata ai rapporti disfunzionali. I suoi sono libri meditati, pensati come invito a specchiarsi, sollecitazioni a compiere percorsi costruttivi per mettere passi verso quel “Conosci te stesso”, che è l’inizio di una serie di riflessioni/azioni per essere protagonisti dei propri legami affettivi, un invito a essere interpreti della propria Vita guardando alla bellezza dei rapporti sapendo identificare le relazioni “tossiche” caratterizzate da dinamiche negative, malsane, che generano malessere, sofferenza, conflitti continui e dipendenze asfissianti tra i partner; legami che impediscono loro di supportarsi emotivamente e di crescere insieme. La scrittura dell’autrice è scorrevole. Certi capitoli sono spolverati da tocchi poetici e le tre parti in cui è suddiviso il libro iniziano con rimandi mitologici. Il libro della Ostuni è il frutto di una lunga gestazione, le parole sono scelte con cura a tutto vantaggio della chiarezza; sono righe dai rivoli intensi, un appello all’onestà intellettuale che anela a una seria educazione all’affettività e Giorgia, la protagonista del romanzo è fonte di meditazione che schiude a orizzonti di consapevolezza: conoscenza del proprio Sè interiore, offerto in immagini e situazioni che via via si fanno sempre più nitide e utili per riconoscere la propria realtà di violenza psicologica troppo spesso non identificata o più semplicemente rimossa.
Giorgia è una Donna sensibile per certi versi ingenua che vive nell’idea di dover compiacere agli altri davanti ai quali si sente inadeguata. Si sente in dovere di piacere alla madre, di compiacere a chi sembra comprendere la sua essenza, il suo talento e desidera valorizzarla, ma poi finisce col manipolarla con passo felpato e vampirizzarla emotivamente per alimentare il proprio ego, creandole sensi di colpa. Il libro è un invito ad attraversare l’oscurità e ad amarsi, a scoprirsi come persona, protagonista della libertà. È una esortazione a non fermarsi nel buio della miniera dell’esistenza, ma esortazione a cogliere le costellazioni della volta celeste per farne lucerna nel cammino; per far di ogni esperienza tesoro che ci rende coscienti e primi attori nella vita. Giorgia è esempio di cosa significhi Ascolto, accoglienza dei suggerimenti, degli inviti di chi ci indirizza a entrare in bozzoli di raccoglierci e giungere alla consapevolezza davanti alla quale ci si spoglia di paure e sensi di colpa scegliendo di danzare radiosi, pronti, vigili nell’Alba che è alveo di elevazione personale.