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Note di uno stesso spartito

Immagine dal web

Partendo dal presupposto che in ognuno di noi convivono aspetti positivi e negativi, le cosiddette zone di luce e ombra, considerato che, nell’ambito delle relazioni umane, con alcune persone riusciamo a sintonizzarsi con facilità, a stabilire da subito un rapporto basato sull’empatia, mentre con altre ciò  risulta più difficile, credo che esista sempre un margine per andare d’accordo e trovare intese, se non proprio con tutti, con buona parte di chi ci circonda, quando abbiamo l’opportunità di entrare in contatto con la “zona buona” di ognuno. Il che non significa scendere a compromessi, o peggio, essere falsi o poco trasparenti, ma riuscire a valorizzare il lato positivo che c’è nell’altro ed esaltarlo: operazione non semplice, che richiede tolleranza e flessibilità. Ammettiamolo pure: non siamo tutti uguali ma, se ci poniamo l’uno contro l’altro creando arbitrari schieramenti tra “buoni e cattivi”, rischiamo di innalzare muri, o peggio, di chiuderci dietro le barriere del pregiudizio, perdendo tante preziose opportunità. In fondo, ogni relazione umana è, nel bene e nel male, un dono che arriva per insegnarci qualcosa. Motivo per cui ritengo che, anche quando non condividiamo del tutto le opinioni e i comportamenti dell’altro, occorra sempre confrontarci e non chiuderci, posto che le differenze sono sempre fonte di reciproco arricchimento. Posto che siamo tutti… note di uno stesso spartito…


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