Natale a Gaza

Anche a Gaza i bambini aspettano il Natale.
Ma non attendono regali o luci: sperano in un pasto caldo, in una coperta per ripararsi dal freddo, in una tregua dal rumore delle armi.
Nei loro occhi si legge una stanchezza che non dovrebbe appartenere alla loro età.
Mentre in molte parti del mondo il Natale è sinonimo di festa e consumo, per loro significa tende allagate, notti gelide senza riparo e giornate attraversate dalla paura.
Il mondo guarda, ma spesso non ascolta.
Per questi bambini il Natale non è un momento di gioia, ma un altro giorno da superare.
Eppure, nonostante tutto, continuano a sperare: in un gesto che spezzi il silenzio, in una voce che li faccia esistere, in una mano tesa.
In un tempo che parla di nascita e speranza, la loro sofferenza ci interroga tutti. Ci ricorda che il significato più autentico del Natale non può convivere con il gelo dell’indifferenza, né con la fame e l’abbandono lasciati senza risposta.
Perché non può esserci Natale, se ai bambini viene negato il diritto di vivere.